Luigi MASCILLI MIGLIORINI, 11 maggio 1860, Laterza, Bari-Roma, 2023, pp. 187, Euro 20.

Luigi MASCILLI MIGLIORINI,11 maggio 1860, Laterza, Bari-Roma, 2023, pp. 187, Euro 20.

È da poco uscito nella collana della Laterza “Dieci giorni che hanno fatto l’Italia”, questo saggio di Luigi Mascilli Migliorini dedicato all’impresa dei Mille. Dopo un’ampia introduzione storica sulla situazione politica del Regno di Napoli nella prima metà dell’Ottocento, l’autore si sofferma sui preparativi della spedizione, ricostruendo il ruolo di Francesco Crispi, Rosolino Pilo, Nino Bixio, Agostino Bertani, Giuseppe Sirtori, e sui rapporti di Garibaldi con Giuseppe La Masa e Giuseppe La Farina.

Si sofferma poi sull’atteggiamento di Cavour rispetto all’impresa, caratterizzato da un cauto favore, su quello di Napoleone III e sul ruolo dell’Inghilterra, guidata dal Palmerston, interessata alla nascita di un Regno d’Italia per equilibrare la situazione strategica nel Mediterraneo. Espone le incertezze, le difficoltà e gli imprevisti della vigilia, con i fucili confiscati a Milano da Massimo D’Azeglio, le munizioni non consegnate in tempo sul piroscafo Piemonte, a causa di un disguido dei contrabbandieri che avrebbero dovuto portarle a bordo. Affronta la circostanza della presenza dinanzi a Marsala delle due navi inglesi, dimostrando che esse erano lì per proteggere non tanto Garibaldi quanto le fabbriche del marsala di proprietà britannica, e delle esitazioni delle navi da guerra borboniche giunte in ritardo al largo di Marsala.

Riusciti rocambolescamente a sbarcare, i Mille trovarono ad accoglierli una città molto silenziosa e diffidente, con il sindaco che si limitò a offrire a Garibaldi solo qualche bottiglia di vino, che peraltro il Generale era abituato a bere con grande moderazione. Accoglienza ben diversa fu quella trovata dalle camicie rosse a Salemi e a Calatafimi. L’A. Scrive che fu Crispi a proporre a Garibaldi, e a redigere, il famoso Proclama nel quale veniva dichiarata la Dittatura momentanea, basata sul motto “Italia e Vittorio Emanuele”.

Il libro si basa molto sulle Memorie di Garibaldi e sui libri di Giuseppe Bandi e Giuseppe Cesare Abba, integrati dai tanti ricordi di una serie di protagonisti della spedizione. Nell’ultimo capitolo accenna alle vicende successive di alcuni dei protagonisti della spedizione, da Nino Bixio a Sirtori, da Medici a Cosenz. Le pagine conclusive affrontano brevemente la controversa tematica delle modalità dell’unificazione italiana, attuata per mezzo di plebisciti anziché di un’assemblea costituente come auspicavano i mazziniani.

Gian Biagio Furiozzi